giovedì 20 luglio 2017

L'angolo di Gio: Angelica e le Comete, Fabio Stassi




Angelica e le Comete, Fabio Stassi

Fabio Stassi è abituato a sorprenderci. 
Di volta in volta ci presenta opere completamente differenti l’una dall'altra, che non hanno punti di contatto se non il viscerale amore per i libri. 
È stato così sia per "L'ultimo ballo di Charlot" che per "La lettrice scomparsa" ed anche questa volta non si smentisce: con questo romanzo breve ci introduce in un mondo di fiaba, attraverso un racconto che ha il profumo della tradizione e della nostalgia. 
L’incipit è davvero originale: con l'aiuto di un anziano libraio del quartiere di San Lorenzo, lo stesso Stassi si ritrova tra le mani un vecchio volume; un testo che, per uno strano scherzo del destino, è proprio quello che l’autore siciliano avrebbe voluto scrivere da sempre, ma a cui non ha mai osato mettere mano. 
La cosa incredibile è che sul frontespizio del tomo è riportato a chiare lettere il suo nome! 
A questo punto, lo seguiamo nella lettura del libro, ritrovandoci come per incanto in un’epoca lontana, concomitante alla spedizione dei Mille in Sicilia. 
Veniamo così catturati dalle vicende di una compagnia di marionette, diretta dal burbero Spagnolo, con un'Angelica del tutto originale che rappresenta l'unico personaggio non di legno: si tratta Cate, una ragazza minuscola che fluttua leggera sul palcoscenico improvvisato, mentre gli altri pupi le ruotano attorno, agitati e guerreggianti, restando fedeli all'interpretazione della parte a loro assegnata. 
Tra i vari personaggi di legno che si contendono le attenzioni dell'affascinante ballerina scopriamo la figura poetica e stralunata di Ardesio, che nutre per lei un amore sincero ed intenso. 

Possiamo considerare questo libro come una parentesi nella carriera dell’autore. 
Senza particolari intenzioni, se non quelle di raccontare una fiaba amara e delicata, Stassi ci trascina in un gioco suadente e raffinato – a metà strada tra i retaggi della tradizione ed i voli della fantasia – aiutandoci per l’ennesima volta a comprendere la forza magica e dirompente della lettura. 
Probabilmente le poche pagine – un centinaio circa – sono un limite all'approfondimento di personaggi e situazioni: la trama scorre via rapidamente senza lasciare che una vaga traccia nella rete della memoria. 
Al di là di tutto, si tratta di un buon libro, leggero e commovente, che si divora con piacere in una manciata di ore. 


Consigliato a: che ama le fiabe, i racconti di fantasia e le storie che hanno il sapore delle tradizioni lontane nel tempo e nello spazio, ma sempre capaci di toccare le corde dell’anima. 


Voto: 7/10

martedì 18 luglio 2017

L'angolo di Gio: Alle spalle del cielo, Angelo Marenzana




Alle spalle del cielo, Angelo Marenzana

Siamo nel 1944, ad Alessandria: una città che assiste al tramonto di un regime dalla sua strategica posizione, racchiusa tra il Tanaro e la Bormida. Lorenzo Maida è solo in apparenza un tranquillo commerciante di tessuti. 
Ha alle spalle una lunga esperienza di poliziotto, conclusasi in maniera piuttosto burrascosa per non aver portato a termine una missione. 
A seguito di una rapina in banca e del successivo ritrovamento del cadavere di un balordo - evento che pare strettamente connesso al precedente - Maida viene coinvolto nelle indagini dal cognato, che si occupa del caso, e da due subdoli individui che sembrano riemersi improvvisamente da quel passato che credeva di aver dimenticato. 
Il suo fiuto da segugio gli permetterà di far luce sulla vicenda fino ad arrivare ad una scomoda verità, nascosta dietro il velo di perbenismo di una città sorvolata da squadriglie di bombardieri alleati. 

Non ci sono dubbi, Angelo Marenzana è il Philip Kerr italiano. 
Sono numerosi i punti in comune col celebre collega britannico: primo tra tutti, la capacità di utilizzare una trama gialla per raccontare quella che è la vera storia di una nazione, schiacciata tra gli ultimi rigurgiti di nazionalismo e la furia distruttrice di un conflitto devastante.
Oltre a conoscere alla perfezione i meccanismi del genere – con ricercate pause a cui fanno seguito improvvise accelerazioni – l'autore alessandrino possiede un invidiabile ed innato lirismo, che gli consente di ricostruire in maniera realistica luoghi, esperienze e stati d'animo. 
Con la sua prosa sempre elegante e mai manierata, Marenzana conduce per mano il lettore lungo l'intero arco del romanzo, restituendogli la tensione della narrativa d'intrattenimento innestata in quella che è un'encomiabile ricostruzione storica. 
Ci dona così il potente affresco di un periodo complesso, sul quale si è a lungo dibattuto e sul cui sfondo si svelano eventi e personaggi, accompagnati dall'aura nostalgica delle canzonette d’epoca. 

Consigliato a: tutti gli amanti dei gialli storici, ovvero quei romanzi che sanno utilizzare una trama ben congegnata ed avvincente per raccontare un'epoca, una società, un mondo ormai lontano nel tempo. 

Voto: 7,5/10