mercoledì 22 novembre 2017

Letture di Ottobre - Mely - parte 2

Eccoci qui!
Oggi, come vi avevo preannunciato, vi parlerò delle altre letture affrontate ad ottobre: quelle più "mature" (se così si può dire...).


Anche qui voglio cominciare con un libro che mi ha stupita: Il signor Origami.
La cosa che mi ha sorpresa, più di tutto, è stata la coerenza della fascetta! Questa diceva che la lettura avrebbe ricordato Baricco ed in effetti così è stato... ma facciamo un passettino indietro: il libro parla di un giovane giapponese che s'incammina verso l'Italia in cerca di una signorina e, non trovandola, si stabilisce in un edificio abbandonato nella campagna toscana. Con sé ha solo delle piantine particolari e passa le giornate a produrre (e guardare) la carta che si utilizza per gli origami. Dopo anni di solitudine, arriva da lui un giovanotto che vuole creare un orologio speciale e gli chiede se può rimanere lì per qualche giorno.
I due si scambieranno qualche parola ed inizieranno a riflettere su alcuni punti delle loro vite.
La cosa interessante è che la storia è divisa in quattro sezioni, ognuna delle quali corrisponde ad una fase e riporta tutti i passaggi che, nel 2014, hanno portato il washi a diventare patrimonio dell'UNESCO.
Come dicevo prima, la scrittura e la storia - brevi ma non superficiali - fanno DAVVERO pensare a Baricco e, aggiungerei io, anche a Fermine.

Magnifica è invece un libro che scorre lento ma non è noioso. Personalmente, per alcune ragioni che non spiego per non fare spoiler, avrei preferito che avesse un titolo diverso; a parte questo, però, non è una brutta lettura.
Si tratta di una storta di saga familiare e racconta le vicende di tre donne - rispettivamente nonna, madre, figlia - ma sembra quasi la fiera del mai una gioia, dal momento che ai protagonisti vanno quasi tutte storte, e ad un certo punto ti viene da sorridere per le loro disgrazie (con un briciolo di senso di colpa, lo ammetto, però sono talmente assurde che non puoi trattenerti dal dire "dai!!! ma che sfiga!!! non può essere!!!"). Lo consiglio a chi non ha "fretta" di finire un libro.

Una lettura che mi è sembrata un pochino insipida è stata L'ordine delle cose.
La protagonista è una giovane adulta che lavora per un'azienda che si occupa di molte cose e il suo ruolo è quello di scrivere racconti per bambini, da pubblicare sul sito e in cui inserire tante pubblicità. Un giorno s'imbatte in un vicino di casa che pare sapere tutto di lei ma che non vuole rivelare nulla di se stesso. I due iniziano a frequentarsi, ma poi accade qualcosa che cambierà totalmente le carte in tavola.
Per quanto si legga velocemente, l'ho trovato un po' ripetitivo e noioso, troppo lento nei tempi d'azione...

Gli ultimi due libri, di cui vi parlo insieme e un po' velocemente, sono una sorta di autobiografie/raccolte di ricordi... non so bene come definirli esattamente. Parlo di La vita che si ama e di Mio fratello rincorre i dinosauri. Mentre il secondo mi è piaciuto molto, sia per la scrittura giovane che per le emozioni che vengono trasmesse al lettore, il primo mi è sembrato troppo noioso e "poetico". Inoltre da un lato sembrava un voler copiare Guccini e dall'altro mi sono chiesta il senso di pubblicare un libro con dei ricordi da lasciare ai figli... Non so, Mazzariol mi ha convinta, ma Vecchioni questa volta mi ha delusa.

Siamo giunti alla fine, quindi io vi saluto e vi rimando a mercoledì prossimo!

Ciao!!
M.

lunedì 20 novembre 2017

L'angolo di Gio: Selfie, Jussi Adler-Olsen


Selfie, Jussi Adler-Olsen

Settimo romanzo della Sezione Q: la serie che ha rivoluzionato il thriller scandinavo.
Questa volta Carl Mørck e Assad si trovano alle prese con una misteriosa serie di incidenti. Le vittime sono alcune ragazze, giovani e sfrontate, che hanno come punto in comune lo stile di vita dissoluto, mantenuto grazie alla benevolenza del Welfare danese. Una persona dalla mente instabile ha però deciso di risolvere il problema una volta per tutte: il suo obiettivo è quello di far scomparire dalla faccia della terra quelle giovani sfruttatrici, che assimila a veri e propri parassiti della società. Ma questo non è l'unico problema per Carl: la sua assistente Rose Knudsen, in malattia a causa di problemi legati al suo passato, scompare improvvisamente nel nulla. Le due indagini, ad un certo punto, finiranno per riallacciarsi e condurranno i nostri ad una soluzione del tutto imprevedibile. 

Jussi Adler-Olsen è, probabilmente, l'unico vero erede di Stieg Larsson. Con la serie dedicata alla Sezione Q – un gruppo di agenti che si dedica ai cosiddetti cold cases - ha ottenuto un enorme successo di critica e pubblico, vendendo milioni di copie nel mondo: i suoi romanzi sono stati pubblicati in oltre trenta paesi ed hanno conseguito importanti riconoscimenti (in attesa dell’imminente serie TV).
I protagonisti - Carl, Assad e Rose - sono ormai dei beniamini dei lettori. Il motivo del loro successo sta nella loro assoluta imperfezione: a differenza di tanti altri investigatori della letteratura poliziesca, che paiono dei "semidei", sono dei veri e propri "freak" che portano sulla pelle e nell'anima una serie di evidenti menomazioni. Proprio per questo motivo appaiono senz'altro più umani agli occhi di un pubblico contemporaneo che – probabilmente – è stanco di eroi senza macchia e senza paura.

"Selfie" ha il merito di concentrarsi su alcuni aspetti rilevanti della moderna società danese: le descrizioni del Welfare, dell'assistenza sociale e dell'invadenza dei media sono caustiche; rispetto ad altre opere sono evidenti i segnali di monito nei confronti di una Danimarca oramai fuori controllo. 
Con la consueta acutezza e supportato da una scrittura che sa unire l’ironia alla tensione della crime-story, anche questa volta Adler-Olsen riesce a fare centro. Forse siamo un filino al di sotto dell’aureo livello di La donna in gabbia e L’effetto farfalla – che sono i due racconti più riusciti della serie – ma il plot è intrigante, adrenalinico quanto basta e fitto di trame che, prima o poi, si ricongiungeranno in vista del traguardo. 


Consigliato a: coloro che amano il thriller adrenalinico, ma che apprezzano anche l’ironia di fondo di un autore che, sicuramente, è tra i migliori esponenti del giallo scandinavo contemporaneo.


Voto: 7/10


venerdì 17 novembre 2017

L'angolo di Gio: Lincoln nel Bardo, George Saunders




Lincoln nel Bardo, George Saunders

Il "Bardo" del titolo rappresenta un interludio in cui le anime dei defunti, appena abbandonate le spoglie terrene, aspettano di raggiungere l'aldilà.
Partendo da un avvenimento poco noto della vita di Abramo Lincoln, Saunders rivisita in chiave postmoderna l'Antologia di Spoon River di Edgar Lee-Masters: i protagonisti della vicenda sono defunti che parlano della vita che si sono lasciati alle spalle e dalla quale - probabilmente - non si sono ancora distaccati.
Ma procediamo con ordine…

Siamo nel febbraio del 1862 e Lincoln, che ha subito ingenti perdite di uomini nella battaglia di Fort Donelson, è considerato un incompetente dall'intera nazione. A rendere ancora più difficile quel tragico momento sopraggiunge, come un fulmine a ciel sereno, la morte del piccolo Willie, il figlio prediletto del Presidente. La salma viene seppellita a Georgetown, accompagnata dal cordoglio di tutto il paese. Durante la notte, Lincoln torna al cimitero e, dopo aver scoperchiato la bara, stringe a sé il corpo esanime del figlioletto.

Attraverso questo racconto gotico ed inusuale, ci addentriamo in una specie di limbo popolato da spiriti erranti che non hanno ancora preso consapevolezza della propria morte e, in una sorta di contrappasso dantesco, si lasciano annientare dal senso di colpa e dalle perversioni che hanno caratterizzato la loro esistenza.
Mediante l'originale assemblaggio di documenti artefatti ad hoc - che restituiscono  testimonianze cronachistiche dell'epoca – e di monologhi di trapassati, Saunders ci consegna un libro più unico che raro. In precario equilibrio tra farsa e tragedia, tra dramma e rappresentazione teatrale, l'autore ci restituisce un'opera che, come esposto nella quarta di copertina, "rivoluziona non poco il concetto comune e tradizionale di romanzo".
Purtroppo, l'esilità della trama non gioca certo a suo favore: alla fine il ripetersi di situazioni diventa eccessivo ed il racconto si incarta su se stesso, in un alternarsi di personaggi e situazioni ridondanti. Resta tuttavia encomiabile il coraggio di Saunders, che è riuscito a scrivere un qualcosa di assolutamente innovativo che non somiglia a nessun'altra opera contemporanea: e questo vuol dire davvero tanto!


Consigliato a: coloro che vogliono leggere un romanzo originale e profondamente innovativo, recentemente insignito del prestigioso Man Booker Prize.


Voto: 7/10 


mercoledì 15 novembre 2017

Letture di Ottobre 2017 - Mely - parte 1

Buongiorno!
Oggi vi parlo di alcune letture che ho svolto ad ottobre.


Partiamo con un libro che MAI mi sarei aspettata mi sarebbe piaciuto: Illuminae.
Oltre ad essere stato amato/odiato/nominato moltissimo nell'ultimo anno, fa parte di un genere di libri che solitamente non leggo... la fantascienza.
Non perché abbia chissà quali idee su questo tipo di letture, ma semplicemente perché non mi hanno mai attratta particolarmente.
Illuminae, invece, è stato proprio un'illuminazione!
La storia viene raccontata tramite dei file, dei verbali e altri documenti, relativi ad attacco ad un pianeta. In seguito all'invasione, i sopravvissuti vengono tratti in salvo da alcune astronavi, ma qualcosa va storto. Naturalmente, i due giovani protagonisti riescono ad inserirsi nel sistema informatico per svolgere una sorta di indagine e capire cosa non va. Quello che si scopre è che gira una specie di virus che stravolge le persone.
Ammetto che la forma in cui viene raccontata la vicenda ha aiutato molto ad apprezzarne la lettura, che risulta comunque scorrevole.

Lettura di tutt'altro spessore è stata Il casello magico, com'è ovvio che sia: stiamo parlando di un libro per ragazzi di circa 10 anni.
Il protagonista è un ragazzino costantemente insoddisfatto e disinteressato a qualsiasi cosa. Un giorno, tornato da scuola, trova in camera sua un casello autostradale. Incuriosito dalla strana presenza, decide di mettersi in moto (anzi, in macchina) e vedere come funziona e cosa succede.
Quindi si ritrova in un paese molto particolare e dovrà affrontare diverse avventure, imparando ad amare sia le parole che i numeri, accompagnato da personaggi molto particolari.
Per ovvie ragioni si tratta di una lettura leggera ma comunque molto simpatica e piacevole.

Per quanto riguarda Tra i castagni dell'appennino, ne ho parlato ampiamente QUI.
Dall'aver fatto una recensione a parte capirete che mi è piaciuto molto, quindi non mi dilungo e passo ad un altro libro per bambini e ragazzi: Il professor Strafalcioni e i giroglifici.
Sì, avete letto bene... GIROGLIFICI.
Il dettaglio originale di questo libro non è la storia, in quanto assolutamente semplice e veloce, e nemmeno il protagonista decisamente
bizzarro, ma l'essere interattivo.
Ebbene sì.
Questo libro, infatti, è molto utile per rendersi conto dell'attenzione che mettiamo quando leggiamo: nel testo sono nascosti alcuni errori, grammaticali ma non solo, e compito del bambino (o del lettore, in generale) è scovarli tutti.
Alla fine del libro si trova una scheda in cui vengono elencate le pagine in cui si trovano gli errori, così non si perde il conto di quelli scoperti e si nota subito se è sfuggito qualche particolare.

Per concludere questa prima parte, due parole su manga e graphic novel.
Ad ottobre Black Clover 5 e 6, che mi sono piaciuti ed è una serie che continuerò; Otaku Teacher 7, che non credo di continuare perché mi sta un po' "scadendo" e il prezzo è diventato davvero troppo alto per il prodotto che è; Il ladro di libri è invece una graphic novel che FORTUNATAMENTE ho preso in biblioteca perché non mi è piaciuta né per la storia né per la grafica: personalmente penso che il titolo non c'entri moltissimo con la storia, poiché è vero che tutto parte dal protagonista che ruba un libro, ma poi prende una piega totalmente diversa... quindi BOH... sono rimasta un po' delusa perché mi aspettavo molto di più.

Detto questo, chiudo qui e vi rimando alla prossima settimana: là ci saranno titoli in un certo senso più "impegnativi".

Ciao!

lunedì 13 novembre 2017

L'angolo di Gio: Ballando nel buio, Roberto Costantini




Ballando nel buio, Roberto Costantini

Dopo un romanzo non troppo convincente – La moglie perfetta – Roberto Costantini torna ai livelli di eccellenza della Trilogia del male: una delle cose migliori prodotta dal noir italiano dell'ultimo ventennio.

In questa occasione ritroviamo il solito Mike Balistreri, diventato oramai un beniamino dei lettori: un personaggio duro e controverso, che sa essere rabbioso ma allo stesso tempo affascinante, e che è abituato ad agire al di fuori dagli schemi. 
Siamo nel 1974, nel cuore degli anni di piombo: un'epoca in cui l'estremizzazione del confronto politico portò a violenze di piazza e all'attuazione della lotta armata. Balistreri è un giovane idealista che fa parte dell'estrema destra romana e che, dopo lo scioglimento di "Ordine nuovo", assiste al crollo delle convinzioni in cui si era specchiato fino a quel momento. 
Dodici anni dopo, nel giorno in cui El Pibe de Oro elimina gli inglesi ai mondiali grazie ad un astuto "colpo di mano", uno dei vecchi compagni di militanza di Mike viene ucciso. Balistreri, diventato nel frattempo commissario della Squadra Omicidi, dovrà indagare sul delitto malgrado il suo personale coinvolgimento nella vicenda. Sarà l'occasione per saldare una volta per tutte i conti col passato: un beffardo esattore che non vuole assolutamente fare sconti.

È ormai consuetudine, per Costantini, abituarci a salti cronologici nell'arco della narrazione, in un continuo scambio tra passato e presente. Anche in questo caso la vicenda si dipana attraverso due distinti piani temporali: il 1974 e il 1986, l'epoca degli ideali infranti e quella del riscatto dagli errori del passato. Due epoche diverse, in cui Balistreri rappresenta una sorta di trait d'union: col suo incedere da moderno antieroe, fedele ad un personalissimo codice morale, rappresenta lo strumento per riaprire vicende che parevano ormai morte e sepolte. 
Il ritmo della narrazione è rapido ed incalzante; l'alternanza temporale, che permette di incastrare in maniera perfetta i vari avvenimenti, è un ottimo strumento per alimentare la tensione anche nel lettore più smaliziato.
Mike Balistreri, pur viaggiando anni luce dall'etica comune, è un poliziotto a cui ci si affeziona immediatamente: uno dei più riusciti protagonisti del giallo/noir di casa nostra.


Consigliato a: coloro che vogliono fare la conoscenza di uno dei migliori autori del noir italiano contemporaneo, capace di raccontare attraverso la letteratura di genere le contraddizioni ed i lati più oscuri del nostro paese, con una narrazione sempre in bilico tra passato e presente. 


Voto: 7,5/10


venerdì 10 novembre 2017

L'angolo di Gio: L'amore ai tempi del colera, Gabriel Garcìa Marquez





L'amore ai tempi del colera, Gabriel Garcia Marquez

Un romanzo indimenticabile, che parla dell'amore nella sua espressione più alta, tormentata e romantica.
In una Colombia torrida e rigogliosa - ma che sa trasformarsi in un batter d'occhio in terra madida e piovosa - assistiamo allo struggimento di Florentino Ariza: un uomo che per più di cinquant'anni ha conservato intatto il suo amore nei confronti di Fermina Daza, senza perdere le speranze neanche dopo il matrimonio della ragazza con il dottor Juvenal Urbino. Un sentimento cullato nel corso degli anni, con incrollabile passione e caparbia ostinazione, e che Florentino ha continuato a nutrire in faccia al mondo e contro il gioco delle probabilità.

Gabo Garcia Marquez è un signor narratore che, in questa occasione, lascia un po' in disparte le questioni smaccatamente politiche addentrandosi in una vicenda romantica e toccante ed evitando con abilità i rischi insiti in questo tipo di racconto: in particolare la stucchevolezza.
Con un lirismo inarrivabile ed una visione del mondo attonita e meravigliata, Marquez ci regala un romanzo a cui spetta di diritto un posto d'onore all'interno del cosiddetto realismo magico
Il racconto dei tre protagonisti si amalgama alla perfezione con la storia di una nazione e di un periodo storico in cui l'anima latina – gaudente e prodiga, suadente e melanconica – rappresenta un modo d'essere, un simbolo, uno stile di vita.

Si tratta di un romanzo bellissimo: raffinato e seducente, elegante e coinvolgente, da cui emerge il talento sconfinato di un grande artista, compianto e mai dimenticato dall'intero mondo letterario.


Consigliato a: coloro che amano i bei libri a prescindere e a tutti quelli che vogliono fare la conoscenza di uno dei più grandi narratori del ventesimo secolo.


Voto: 8/10


mercoledì 8 novembre 2017

Book Haul Ottobre 2017 Mely

Buongiorno gente!
Siamo quasi agli sgoccioli, per quanto riguarda i book haul dell'anno...
Gli ultimi saranno forse un pochino più consistenti dei precedenti, sia perché tra pochino (più o meno) ci sarà Natale, sia perché ultimamente ho trovato titoli interessanti da inserire in lista desideri e da acquistare ASSOLUTAMENTE.

Dopo questa piccuscola premessa, passiamo alle entrate di ottobre.
In questo mese io ho personalmente comprato solo un librettino per bambini/ragazzini, perché poi Gio ha fatto un mega ordine contenente ben QUATTRO articoli per me (abbiamo dovuto rinunciare a Lucca, ci siamo rifatti così xD).


Libri

Il professor strafalcioni e i giroglifici
Elemento mancante in foto, trattasi di un libretto interattivo per bambini e ragazzi: un personaggio alquanto strambo, il professor Strafalcioni, ama raccontare storie ma le riempie di errori. Compito del lettore sarà quindi quello di leggere attentamente per scovarli tutti.

Il signor Origami
Questo libro mi ha incuriosita dopo averlo visto sul Libraio.
Dopo aver letto l'anteprima, ho deciso che dovevo averlo assolutamente perché mi ricordava - come scrittura - uno dei miei autori preferiti: Baricco.
Protagonista è un uomo orientale che, per qualche motivo, si trova a vivere in un edificio abbandonato in Toscana...

Graphic Novel
Ultimamente mi sto dando molto a questo genere perché sto scoprendo dei titoli davvero interessanti... forse questo mese sono stata un po' monotematica, però fa niente.

Sam Zabel e la penna magica
Si tratta di una storia, interamente a colori, che vede protagonista un fumettista nel pieno di una crisi: non riesce più a proseguire la storia di cui si occupa.
In qualche strano modo si ritroverà catapultato in un fumetto e da lì avrà inizio il cambiamento.

Se una notte d'inverno un narratore
Avevo adocchiato questo testo già a Tempo di Libri ma non ero totalmente convinta, invece poi ho iniziato a sentirmi quasi pentita di non averlo fatto mio... e quindi ho deciso che era assolutamente ora di acquistarlo.
Anche qui si tratta di un viaggio tra i libri, in questo caso sono precisamente dei testi di Calvino.

Anne Frank - Diario
Purtroppo non ho mai letto il Diario di Anne Frank: sono solita ad evitare questo tema perché mi scuote molto. Tuttavia, appena ho visto che era uscita la versione grafica ho deciso che era giunta l'ora di affrontarlo... perciò ho approfittato dell'occasione "fidanzato in vena di grandi regali" per prenderlo.

Il ladro di libri
Questo in realtà l'ho preso in biblioteca poiché si tratta della mia lettura per BookTubeItaliaLeggeIndipendente di novembre.
Su tutto il catalogo della CE era quello che mi incuriosiva di più, lo avevo già visto e sfogliato e mi attirava, ma c'era qualcosa che non mi convinceva totalmente all'acquisto.
SPOILER: ho fatto bene a prenderlo in prestino e a non comprarlo.

Queste sono state le entrate di ottobre...
Io vi saluto e vi aspetto la prossima settimana per parlare di quello che ho letto!

lunedì 6 novembre 2017

L'angolo di Gio: Ogni nostra caduta, Dennis Lehane





Ogni nostra caduta, Dennis Lehane


Dennis Lehane è, senza dubbio, uno dei più grandi narratori contemporanei: basta citare Mystic River e L'isola della paura – entrambi divenuti film di successo – per far comprendere il talento cristallino di questo scrittore, americano di nascita ma saldamente ancorato alle origini irlandesi.
Per la prima volta nella sua carriera, in quest'opera sceglie di incentrare la trama su una protagonista femminile: Rachel Childs. Questa donna, che rappresenta l'archetipo della giornalista di successo, ha un animo piuttosto tormentato e vive un rapporto conflittuale con la madre. A seguito di una crisi di nervi in diretta TV, si ritrova abbandonata da tutti ed isolata dal resto del mondo. Sarà l'incontro con un uomo che torna dal passato ad aiutarla a ricomporre i cocci della sua esistenza. Attenzione però… come avviene nei migliori thriller niente è come sembra! Rachel si troverà ben presto coinvolta in una situazione ancora più difficile e pericolosa di quella in cui era precedentemente sprofondata.

Premettiamo che non si tratta del miglior romanzo di Lehane. Nonostante la trama ben congegnata, non tutto gira per il verso giusto ed il finale – a mio personalissimo parere – appare abbastanza prevedibile e scontato. Al di là di tutto, si tratta di un thriller di gran lunga superiore alla media. L'autore mostra, pagina dopo pagina, l'invidiabile capacità di sondare l'animo umano: con un'acutezza da Maestro del genere riesce ad analizzare in maniera compiuta la psicologia dei personaggi e le loro interazioni. 
Come già avvenuto in altri romanzi di Lehane, la vicenda intima di una persona viene amplificata fino ad assumere valenza e significati universali. E così, attraverso la figura di Rachel Childs, l'autore riesce a raccontare una vicenda di dolorose cadute e faticose risalite: le vicissitudini della protagonista costituiscono l'anima del racconto, rendendo – cosa insolita per un thriller – la caratterizzazione del personaggio superiore per intensità allo sviluppo della trama.
Si tratta di un libro che si legge rapidamente. La scrittura, rapida ed essenziale, è uno dei punti di forza di questa odissea contemporanea, con una protagonista che non dimenticheremo troppo facilmente.


Consigliato a: tutti gli amanti del thriller raffinato e a tutti coloro che cercano una credibile ricostruzione dei personaggi all'interno di una trama avvincente.


Voto: 7/10 


venerdì 3 novembre 2017

L'angolo di Gio: Vento di Quaresima, Leonardo Padura




Vento di Quaresima, Leonardo Padura

L'approdo in Italia della fiction tv Havana noir, su Laeffe, è un ottimo motivo per recuperare i romanzi di Leonardo Padura Fuentes a cui la serie si ispira: quattro storie ambientate nella Cuba degli anni ottanta/novanta che, per l'occasione, sono state riunite in un unico volumetto. 
Le vicende sono imperniate sulla figura di un poliziotto nostalgico e disordinato con mai sopite ambizioni letterarie: il tenente Mario Conde.
In questa occasione, ci occuperemo del primo episodio della raccolta.

Mentre il terribile vento di Quaresima spazza la primavera cubana, al nostro Conde viene assegnata un'indagine piuttosto delicata: una giovane docente del medesimo liceo da lui frequentato in gioventù viene ritrovata assassinata nel suo appartamento. Sul luogo del delitto, tracce di una notte brava a base di sesso e marijuana. Il poliziotto si inoltrerà a poco a poco in un territorio in cui l'ambiguità del potere va a braccetto con la corruzione ed in cui i loschi traffici disegnano il ritratto di un paese lontano anni luce dall'immagine idilliaca dei paradisi turistici.

Mario Conde è una via di mezzo tra Philip Marlowe ed il tenente Colombo, anche se esprime fino in fondo la sua anima di personaggio latino. Si tratta di un protagonista ben caratterizzato, che alterna momenti intimisti ad un senso di rabbia impotente che talvolta divampa come un incendio.
L'atmosfera del romanzo è pregna di malinconia e di disincanto, con personaggi emblematici: uomini e donne che sono stati profondamente feriti dalla vita e trovano rifugio ai loro tormenti nell'amicizia, nell'amore e negli eccessi alcoolici.
Vento di Quaresima rappresenta un ottimo esempio di noir latino, in cui la trama hard-boiled si amalgama alla perfezione con la descrizione di una società ormai vicina al punto di rottura. La scrittura insolitamente ricercata ed elegante fa uscire quest'opera dagli angusti confini del romanzo di genere, elevandola ad esempio di ottima letteratura.


Consigliato a: agli amanti del noir che vogliono fare la conoscenza di un personaggio imperfetto - ma proprio per questo irresistibile - e a tutti coloro che apprezzano la letteratura latino americana, con i suoi impeti di lucida malinconia.


Voto: 7,5/10


mercoledì 1 novembre 2017

TBR Novembre 2017 - Mely (un po' di volata)

Ragazzi scusate il ritardissimo, ma oggi è festa, Gio è stato a casa, io ho iniziato un corso, la vita è un casino e devo riorganizzare i miei tempi.

Quindi arrivo solo ora a dirvi di volata come sono messa (malissimo) e cosa leggerò (spero) a novembre.

Purtroppo con la Trick Or Treat reading challenge sta andando diversamente bene: ho terminato un libro, sono a metà del secondo (che però ho cambiato) e ho iniziato la raccolta di poesie ma non so se riuscirò a finirla per tempo.
Inoltre ho ancora in ballo il terzo volume di NIl, accantonato per dare priorità alla challenge...
E devo ancora recuperare la lettura di Utopia, uscito vincitore di "QuelloCheGliAltriNonVedono" di SETTEMBRE! T.T

Quindi, per ovvie ragioni, questo mese non farò il modulo... oltretutto ho visto che è calato l'interesse per questa cosa e un po' mi dispiace, ma vabbè...

Passando a quello che vorrei leggere a novembre, oltre a terminare i titoli in corso d'opera e qualche manga/graphic novel, questi sono i titoli scelti:

Harry Potter e Il Principe Mezzosangue:
Scelto per la One Book A Month che richiedeva un libro triste (e se non è triste questo, allora non so che altro possa esserlo!)

Lo zio Oswald:
Scelto perché ho bisogno di cose brevi e leggere, quindi un libro per ragazzini mi sembra adatto (spero si riveli effettivamente tale XD)
Inoltre sta in attesa da almeno un paio d'anni, quindi sarebbe anche ora di leggerlo, perbacco! :P

Quella sera dorata:
Questo libro l'ho scelto perché Cameron è uno dei 10 autori del mese usciti per la lettura di gruppo nella Casa di Gio e amo Cameron, quindi ci stava bene in tutto e per tutto.

E niente...
Riscusate per l'ora e la velocità, ma purtroppo oggi va così.

Per adesso è tutto...
ALLA PROSSIMA! :D

PS: ma voi cosa state leggendo? Non siate timidi, fatemi sapere! :D

lunedì 30 ottobre 2017

L'angolo di Gio: L'estate del cane bambino, Mario Pistacchio & Laura Toffanello



L'estate del cane bambino, Mario Pistacchio & Laura Toffanello

L'opera d'esordio della coppia (anche nella vita) formata da Pistacchio e Toffanello lascia il segno. L''estate del cane bambino ci riporta indietro nel tempo: in un'epoca di giochi ed amicizie ma anche di segreti inconfessabili e di sogni traditi, che per un gruppo di adolescenti rappresentò il momento della perdita dell'innocenza.
Vittorio ed i suoi amici vivono a Brondolo, un paesino nei pressi di Venezia: una località rurale, piena di campi sterminati, con la vicina Sottomarina che viene idealizzata come una sorta di paradiso in cui il lusso e l’atmosfera vacanziera vanno a braccetto. Siamo negli anni sessanta: l'epoca delle prime figurine Panini, delle interminabili partite a pallone, dei momenti spensierati.
Il piccolo nucleo di adolescenti ricorderà per sempre quell'estate: il momento in cui il piccolo Narciso - fratello minore di Ercole, uno del gruppo – sparì nel nulla. Al suo posto, comparve un cane smunto ed affamato che chiamarono col nome di Houdini: l'escapista/illusionista che era il mito del bimbo scomparso. Vittorio e gli altri, da quel momento in avanti, vollero illudersi che quel cagnolino costituisse davvero la reincarnazione di Narciso, irreperibile nonostante le meticolose ricerche condotte dalle forze dell'ordine.

Il paragone con Stand by me-Ricordo di un estate di Stephen King risulta spontaneo. Al posto dell'Oregon dell’immaginaria Castle Rock troviamo però un pezzettino di Veneto, ambiguo ed oscuro, in cui l'omertà della gente ha il peso di un macigno.
La vicenda narrata avrebbe tutti i presupposti del "pugno nello stomaco"; Toffanello e Pistacchio, però, riescono con abilità a sfuggire alla pornografia del dolore, raccontandoci una favola nera che sa essere al tempo stesso struggente e seducente. Le paure dell'infanzia vengono amplificate attraverso il temibile confronto con la malignità degli adulti; la crudeltà non viene mai esposta a tinte forti, ma emerge attraverso il rapido scorrere delle pagine: un nodulo di angoscia che si inserisce, a poco a poco, in un'atmosfera che è solo in apparenza idilliaca e rassicurante.
Insolitamente equilibrato per essere un’opera prima, L'estate del cane bambino è un romanzo che aiuta a riflettere a fondo sul mondo dell'infanzia, lasciando nel lettore una sensazione di malinconico stupore, filtrato dal dolore della perdita, ma mitigato da una scintilla di speranza che nonostante tutto non si spegne mai.


Consigliato a: coloro che vogliono fare la conoscenza di una coppia di autori davvero unici, capaci di raccontare drammi del presente attingendo a racconti del passato, lontani nel tempo ma sempre vividi nella memoria.


Voto: 7,5/10.


venerdì 27 ottobre 2017

L'angolo di Gio: Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane, Massimo Carlotto




Blues per cuori fuorilegge e vecchie puttane, Massimo Carlotto

Marco Buratti, in arte l'Alligatore, è oramai uno dei più celebri investigatori della narrativa noir di casa nostra: un personaggio che, a vent'anni e oltre dalla sua creazione, continua ad attirare le simpatie dei lettori che ne hanno fatto un loro beniamino.
Accompagnato dai suoi fedelissimi compagni d'arme, Beniamino Rossini e Max la Memoria, lo ritroviamo alle prese con una nuova e complessa indagine. 
In questo romanzo riscopriamo anche Giorgio Pellegrini, l'altra celebre figura creata dalla penna di Massimo Carlotto. E così, per la terza volta consecutiva, le strade dei due personaggi tornano ad incrociarsi.

Questa volta, Buratti ed i suoi soci sono caduti in una trappola predisposta dallo stesso  Pellegrini, in fuga dall'Italia, che non vuole vivere da eterno latitante: il "re delle canaglie", patteggiando in segreto una riabilitazione, accetta di diventare un infiltrato per conto della polizia. Dopo che una squadra di killer ha assassinato la moglie e l'amante di Pellegrini, all'Alligatore viene affidata una sorta di "indagine parallela" al fine di identificare i responsabili del cruento omicidio. Ricattati da un alto funzionario del ministero dell'Interno, Buratti e i suoi amici dovranno fare l'impossibile per salvarsi da una situazione che appare senza via di uscita.

Si tratta indubbiamente di un buon romanzo di genere, che tiene alta la tensione e si legge in un battibaleno. Purtroppo, dopo tre romanzi, la sfida tra Buratti e Pellegrini sta diventando irritante: come nei vecchi film di Fantomas, il cattivone continua a salvarsi all'ultimo momento per il rotto della cuffia. 
A mio personalissimo parere, questo conflitto senza soluzione sta diventando un po' ripetitivo e fa perdere di credibilità al racconto.
Speriamo che, dal prossimo romanzo, la questione Buratti/Pellegrini venga finalmente risolta… anche se, leggendo tra le righe, sembra che Carlotto non abbia alcuna intenzione di sopprimere il bel Giorgio, che tante fortune ha portato alla sua opera letteraria.
Per il momento, godiamoci la lettura, sempre trascinante e coinvolgente, supportata da una prosa essenziale ed incisiva ma sempre attenta a cogliere i dettagli e le sfumature. 


Consigliato a: tutti coloro che amano il noir italiano, qui rappresentato da uno dei suoi personaggi più riusciti ed emblematici.


Voto: 6,5/10 


mercoledì 25 ottobre 2017

Recensione: Tra i castagni dell'appennino - conversazioni con Francesco Guccini, Marco Aime

Buonsalve a tutti!!!
Mi è stato richiesto di fare una recensione di questo libro, quindi eccola qui 😊
(non sarà mai ai livelli di Gio, ma pazienza...)


Partiamo dal fatto che ogni Gucciniano dovrebbe leggere questo libro.
Il testo, diversamente dagli altri scritti dal Maestro, non è né un romanzo né una raccolta di ricordi. 
In apertura e in chiusura si presenta piuttosto come una sorta di diario dell'autore, il quale si reca dal noto cantautore e ripercorre un certo luogo a lui caro, mentre la parte centrale è costruita come un'intervista e suddivisa in varie parti, in base all'oggetto delle domande poste: ognuna è relativa ad un certo tema trattato da Guccini nelle sue canzoni.
Quindi, finalmente, scopriamo come faceva a comporre, quanto di lui metteva nel testo e quali sono gli argomenti che per lui hanno avuto maggiore in portanza.
Per fare giusto un paio di esempi, pensiamo a quante volte ritornano i luoghi e il tempo...
Una cosa che ho apprezzato tantissimo, è che ogni parte è indicata con un verso di una canzone e lascia intuire l'argomento di cui si parlerà.
(per rimanere fedele agli esempi di prima, riporto Panorami e Tu sai cos'io pensi del tempo).

Non mi sento di andare oltre ed entrare nel dettaglio perché credo che questo libro debba proprio essere letto, in quanto permette di scoprire un lato del Maestro che non salta fuori dagli altri suoi libri: per quanto i ricordi siano personali, non si prova la stessa sensazione di confidenza che si avverte leggendo le sue risposte alle domande di Aime.

Assolutamente consigliato a chi vuole approfondire la conoscenza di Guccini come cantante, come autore e come persona.

lunedì 23 ottobre 2017

L'angolo di Gio: Patria, Fernando Aramburu




Patria, Fernando Aramburu

Signore e signori, leviamoci il cappello: siamo di fronte ad un'opera straordinaria, piena di pathos e tensione narrativa, che va sicuramente annoverata tra i migliori romanzi degli ultimi anni. 

Con una lucidità invidiabile, Aramburu racconta la storia di due famiglie - quelle di Joxian e quella del Txato - cresciute nello stesso paese ed unite da un solido legame. I due uomini, le loro mogli - Miren e Bittori - ed i loro figli, da sempre hanno coltivato una sincera amicizia; i loro rapporti subiranno però un brusco cambiamento a causa di una tragedia che scaverà un solco profondo tra le loro vite. 
Txato, titolare di un’impresa di trasporti, diventerà bersaglio dell’ETA e dopo una serie di minacce cadrà vittima di un vile attentato. Bittori, non riuscendo più a vivere nei luoghi in cui il marito è stato assassinato, di fronte all’ostracismo della comunità lascerà il paese. Il passare degli anni, però, non riuscirà ad affievolire il bisogno di verità di questa donna testarda e cocciuta, che sarà sempre accompagnata dal desiderio irrinunciabile di farsi chiedere perdono

Storia e Famiglia.
Questi sono i fili conduttori della trama: due piani narrativi che si fondono armoniosamente, riuscendo nell'intento di raccontare la Spagna a cavallo tra ventesimo e ventunesimo secolo. Ripercorrendo le vicende di Txato, di Joxian e dei loro famigliari, l'autore ricostruisce uno straordinario affresco che si svolge su uno sfondo storico ben delineato, in cui le violenze dell'ETA e il fanatismo politico hanno condizionato un’intera comunità. 
I pericoli insiti in un certo tipo di narrazione sono essenzialmente due: la caduta nel sentimentalismo ed il rischio di scrivere un libro a tema politico. Aramburu riesce però ad evitare entrambi gli scogli: le vicende dei protagonisti vengono descritte in maniera esemplare, unendo realismo ed onestà intellettuale; mentre il tema politico, pur rimanendo una presenza costante, non arriva mai ad insidiare l’impianto di fondo del racconto. 

Qualcuno ha definito questo romanzo come il "Guerra e pace spagnolo". 
Al di là dei facili entusiasmi, si tratta di un romanzo importante, il cui respiro va ben oltre gli anni in cui è stato ambientato. Il racconto di una Spagna divisa e lacerata dal conflitto - che è al tempo stesso la Patria in cui vive gente comune, con amicizie e sentimenti traditi - fa accostare questo romanzo ai modelli narrativi che hanno fatto della famiglia la trave portante delle vicende umane: Vita e destino di Grossman e La famiglia Karnowski di Singer, per citare alcuni esempi.
La scrittura è rapida ed intensa, con frequenti innesti di un linguaggio popolare (utilissimo il glossario con la traduzione dei termini baschi), e capace di avvolgere il lettore per oltre 600 pagine senza mollarlo più… lasciandolo con una lacrima di commozione che non se ne va via. 

Patria è un romanzo che definirei necessario e che consiglio di leggere senza ulteriori indugi!


Consigliato a: coloro che amano le grandi storie familiari, piene di pathos, che si svolgono su uno sfondo realistico ed accuratamente descritto. Un libro che si dimostra, ahimè, tristemente attuale (alla luce di ciò che sta accadendo in Spagna in questi mesi). 


Voto: 8,5/10


venerdì 20 ottobre 2017

L'angolo di Gio: La scelta del buio, Piergiorgio Pulixi



La scelta del buio, Piergiorgio Pulixi

Dopo essersi congedato – almeno per il momento – dal personaggio di Biagio Mazzeo, Piergiorgio Pulixi riprende il mano il progetto dei Canti del male: un'ambiziosa serie poliziesca, articolata in tredici episodi, che racconterà la malvagità umana in tutte le sue variabili.

In questo secondo episodio, che segue Il canto degli innocenti, ritroviamo il commissario Vito Strega alle prese con un caso piuttosto complicato. Dopo il reintegro in servizio, il poliziotto deve indagare sul suicidio di un ispettore della Omicidi: un caso che sin dal principio comincerà a mostrare dei lati oscuri. 
Strega comincerà ben presto a dubitare del suicidio del collega, trovandosi ad affrontare una situazione che lo trascinerà, a poco a poco, all'interno di un vero e proprio incubo… un luogo indefinito in cui il buio sovrasta ogni cosa.
Per indagare all'interno del buio più profondo occorre prima di tutto diventare suoi alleati, penetrarlo con forza, abbandonarsi alla sua malsana seduzione. È proprio quello che fa il nostro Vito Strega, poliziotto colto e plurilaureato, dotato di umanità ed intuito: lui sceglie di affrontare il buio, visto nella più ampia prospettiva. Perché, all'interno di questa vicenda, il buio regna sovrano: ammanta di mistero il suicidio del collega, toglie la voce a chi potrebbe parlare ma se ne sta zitto, aiuta a dissimulare pene e dolori che altrimenti diventerebbero insopportabili.

Scordatevi, innanzi tutto, gli abusati concetti di politically-correct e di lieto fine: specchietti per le allodole che Pulixi, nella sua produzione, ha sempre relegato in un angolino. Per descrivere il male, in ogni suo aspetto e in ogni sua sfumatura, è inutile tentare di attutirne gli effetti: secca, incisiva, cruda ma capace di mostrare spiragli di luce in un mondo in caduta libera, la prosa diventa lo strumento con cui l'autore riesce a raccontare una storia in cui il male è il protagonista assoluto. 
L'impianto del racconto è originale. 
Il plot non prende una direzione univoca; pur mostrando tutti gli aspetti del giallo procedurale, è allo stesso tempo thriller psicologico e declinazione del noir metropolitano.
Si tratta, alla fine dei conti, di un buon romanzo di genere che conferma – nel caso ce ne fosse stato ancora bisogno – che Piergiorgio Pulixi è uno dei migliori autori delle ultime generazioni.


Consigliato a: coloro che amano i gialli/noir adrenalinici, che non concedono un attimo di tregua al lettore.


Voto: 7,5/10


mercoledì 18 ottobre 2017

Letture Settembre 2017 - Mely - parte 2

Eccoci con la seconda parte delle letture settembrine: oggi tocca ai manga e alle graphic novel!
(e due paroline veloci sui libri lasciati...)


BookTube Italia Legge Indipendente
La casa editrice indipendente del mese era la Bao Publishing e ho letto ben TRE opere.
Green Manor: si tratta di una raccolta di 16 racconti gialli (in gran parte geniali, alcuni divertenti e solo tre o quattro un po' "gneh") ed è stata una lettura sorprendentemente piacevole, per me che non amo né i racconti né il giallo.

Umbrella Academy: primo volume di una duologia, vede come protagonisti dei ragazzini molto particolari. Sono nati tutti lo stesso giorno in una situazione abbastanza stramba e hanno dei poteri...

Le ragazze nello studio di Munari: graficamente mi aspettavo molto da questo libro, sia per via del prezzo sia per come era stato presentato, invece sono quasi tutte pagine senza colore e con appena due vignette ciascuna. Pure la storia non è niente di che: un ragazzo che scrive delle sue storie "d'amore" finite...

Altre Letture
Stellina verde per i tre titoli di questa categoria.
Per quanto riguarda i manga, FullMetal Alchemist e Le maître des livres, le trame continuano a piacermi e si scava sempre più nelle storie dei personaggi.

Se io fossi un libro: è una specie di raccolta di aforismi illustrati. Ogni pagina presenta una frasetta e un disegno che copre due facciate. Molto carino, ma più "da collezione".

Libri Non Conclusi

Anna: stellina nera per il libro di Ammaniti, non perché sia brutto ma perché mi ricorda molto "La strada" e l'ansia che provavo ad ogni riga, quindi ho preferito interrompere.

La tredicesima storia: questo l'ho interrotto per motivi di tempo. L'ho iniziato nel momento sbagliato, ma più avanti lo riprenderò di certo.


Per oggi chiudo.
Fatemi sapere se avete letto qualcosa e...
Alla prossima!

lunedì 16 ottobre 2017

L'angolo di Gio: Il gruppo, Joseph O'Connor




Il gruppo, Joseph O'Connor

Joseph O'Connor, fratello della notissima cantante Sinead, è uno dei più talentuosi scrittore irlandesi delle ultime generazioni. Con Il gruppo ci ha regalato una riuscita ed emozionante storia d'amicizia, musica e passione, costantemente accompagnata da una colonna sonora irresistibile. 

La vicenda ha origine all'inizio degli anni Ottanta, in una Luton industriale in cui modelli di riferimento sono David Bowie, Patti Smith ed i Velvet Underground. 
I protagonisti sono quattro adolescenti profondamente diversi tra loro – Robbie, Fran ed i fratelli Trez e Sean – con alle spalle una difficile situazione familiare: Fran, in particolare, è un orfano di origine vietnamita con un passato di soprusi e maltrattamenti. I quattro sono però accomunati da una grande passione: quella per la musica. E così, nel 1981, fondano una nuova band, gli Ships.
La loro storia è simile a quella di tanti gruppi che tentano di farsi strada nel panorama musicale: inizi difficili, con trasferte interminabili e dormite in macchina, il passaggio attraverso droghe e trasgressioni, fino alla conquista del successo. A questo punto, però, inizieranno a dilagare rancori e incomprensioni che porteranno allo scioglimento della band. 
Gli anni passeranno veloci come lepri impazzite, trasformando completamente il tessuto sociale ed il mondo musicale… 
Chissà se per i quattro resterà il tempo per una riappacificazione, per chiarire una volta per tutte i dissapori che avevano portato alla fine dell'esperienza in comune?    

Il gruppo è un ispirato romanzo di formazione, che si legge in maniera appassionata. 
O'Connor, con una scrittura semplice ma al tempo stesso accurata ed elegante, ci regala un libro bellissimo, in cui il dramma e la commedia si fondono con armonia. Ed alla fine, anche gli amanti della musica saranno felici di scoprire una delle più notevoli playlist di sempre, alla pari di Alta fedeltà di Nick Hornby.


Consigliato a: coloro che amano i romanzi di formazione, a chi apprezza le vicende in cui commedia e dramma si miscelano in un cocktail ben riuscito e – soprattutto – a tutti quelli che amano profondamente la musica.


Voto: 7,5/10


venerdì 13 ottobre 2017

L'angolo di Gio: L'audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle miserabili monache, Marco Marsullo




L'audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle miserabili monache, Marco Marsullo

Siamo alla casa di riposo Villa delle Betulle e facciamo la conoscenza del protagonista Agile, antico bucaniere della vita, e dei suoi compari: l'accomodante Guttalax, l'attempato playboy Rubirosa e il mago della fionda - seppur affetto dal morbo di Parkinson - Brio. Quattro vecchietti temerari che vogliono sottrarsi alle continue vessazioni delle  suore dell'ospizio, soprannominate MM (Miserabili Monache). 
Durante una gita a Roma, concepita per assistere ad una benedizione papale, il gruppetto di vegliardi se la svigna di soppiatto per andare a compiere l'ultima, clamorosa bravata: occupare la sede di Rete Maria per recitare il rosario in diretta tv. 
Ce la faranno i nostri eroi a raggiungere il loro intento?

Ricorderete sicuramente Amici Miei parte III… 
Ebbene, le somiglianze/assonanze del plot con le vicende del Conte Mascetti & C. sono più che evidenti. 
Marsullo, che aveva già dimostrato il suo talento con il folgorante esordio di Atletico Minaccia Football Club rivelando un notevole senso dell'umorismo all'interno del collaudato meccanismo della commedia all'italiana, anche in questo libro non si smentisce: raccontando il tragicomico lampo di libertà di quattro uomini giunti al "canto del cigno", riesce nell'intento di fotografare la terza età in maniera ironica, seppur abbinata ad una giusta dose di cinismo e disincanto.
Alla fine, dietro una patina di comicità, intravediamo ben altro: importanti riflessioni sulla vita e sulla morte, sull'amore perduto, sul senso dell'amicizia e sulla dignità della vecchiaia. 

Non tutto scorre liscio come l'olio: di tanto in tanto il meccanismo narrativo mostra un po' la corda e dunque, per rivitalizzare il tutto, Marsullo sceglie la strada della risata ad effetto. 
Nonostante tutto, la lettura è scorrevole, gradevole, e lascia dietro di sé uno strascico di piacevole malinconia: un buon risultato per un libro che, sulla carta, risulterebbe classificabile tra quelli di mero intrattenimento.


Consigliato a: coloro che amano la commedia all'italiana trasposta in lettere, dove una lacrima o un filo di malinconia sono sempre in agguato dietro la più semplice ed innocente risata.


Voto: 6,5/10  


mercoledì 11 ottobre 2017

Letture Settembre 2017 - Mely - parte 1

Buongiorno lettori!
Oggi vi porto la prima parte delle mie letture di settembre: in questo spazio mi occuperò dei libri letti ed, in particolare, del recap della SepTubeAThon2017.

Prima di cominciare, però, vi svelo una cosa...




Stellina Verde per tutti i titoli di questo mese! Yuppiii!!!

RECAP SEPTUBEATHON2017
Tanto per cominciare, devo dire che la challenge è stata un mezzo disastro: di 6 libri ne ho terminati 3, iniziati 2 e 1 non l'ho neanche aperto (quello di Isabel Allende)... -.-
Comunque mi sono divertita e va bene così! (l'anno prossimo finirà meglio ;) )

Un matrimonio, un funerale, per non parlar del gatto  
Come in molti altri, anche in questo libro il caro Guccini ci racconta alcuni dei suoi ricordi e condivide con noi delle scene della sua vita.
Per gli amanti dell'artista è sicuramente un bel tesorino in cui ficcare il naso.

Harry Potter e l'Ordine della Fenice  
Beh... non credo ci sia molto da dire... è stata una rilettura e l'ho gradito anche questa volta... ah, sì, anche a distanza di anni, la Umbridge mi sta sempre più sulle scatole!!!

Ally nella tempesta
Secondo volume della serie delle Sette sorelle, vede come protagonista Ally.
La struttura di base è la stessa del precedente volume: si comincia con la morte del padre, poi il viaggio alla ricerca delle proprie origini, il racconto parallelo del presente e del passato per arrivare infine a "completare il puzzle".
Questo secondo libro, che vede come temi portanti la musica e il mare, mi è piaciuto anche di più rispetto al primo.

Erebos
Devo ammetterlo, questo libro mi ha sorpresa.
Parte molto lento e quanto viene raccontato in copertina si presenta più o meno intorno alla metà della storia... tuttavia, da lì in poi viene catturata l'attenzione del lettore: colpi di scena, misteri svelati e morti che - in qualche modo - ritornano.
Tutto parte da un cd che viene fatto girare di nascosto e di cui non si deve sapere nulla...

Il miniaturista
Va bene, sarò sincera, all'inizio odiavo tutto: personaggi, storia, incipit... (beh, sì, quest'ultima cosa l'ho presa un po' sul personale: tutto parte da un FUNERALE che avviene nel giorno del MIO COMPLEANNO... eh... scusate... xD)
Ero quasi tentata di lascar perdere, ma fortunatamente non l'ho fatto!
Si comincia con questa giovane diciottenne che si ritrova sposata, poco considerata dal marito e trattata "un po' così" dalla cognata; per un centinaio di pagine accade poco e niente, ma poi...
BOOM!
Ho capito la struttura: alla fine di ogni parte accade qualcosa, un colpo di scena che ti fa venire voglia di divorare le pagine successive per sapere come si evolvono le situazioni.
Certo, forse non è il capolavoro letterario che dicono, ma è un romanzo davvero scorrevole e piacevole.

ALTRE LETTURE

La sedia d'argento + L'ultima battaglia
Si tratta dei capitoli finali delle Cronache di Narnia e devo dire che li ho apprezzati abbastanza.
Nel complesso la saga mi è piaciuta, anche se forse l'avrei amata di più leggendola attorno ai 10/12 anni.

L'atlante di tenebra
Libro che conclude la trilogia dei Libri dell'Inizio.
Purtroppo ho dovuto leggere a copia della biblioteca perché ancora non ne ho una mia (sto aspettando un'edizione in particolare e non vedo l'ora di averla).
Sinceramente? WOW!
Scrittura scorrevolissima, personaggi simpatici che crescono nel tempo, ambientazioni molto carine... 
Davvero, sono sorpresa: non mi aspettavo qualcosa del genere, anche perché di questa saga si parla molto poco.

Diario di un Minecraft Zombie 4
Penultimo libro che racconta le avventure di Zack e Steve.
In questo volume, si riprende da dove si era concluso il precedente e, anche questa volta, non mancano le risate.
Ok, è un libro per bambini, ma... è molto molto simpatico!

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Per oggi la chiudo qui, mercoledì prossimo vedremo i manga e le graphic novel, in particolare quelle lette per il progetto BookTubeItaliaLeggeIndipendente.

State tonnati!

lunedì 9 ottobre 2017

L'angolo di Gio: Tempo da elfi, Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli




Tempo da elfi, Francesco Guccini e Loriano Macchiavelli

Terzo romanzo del collaudato duo Guccini-Macchiavelli con il guardacaccia Marco Gherardini, per tutti Poiana, che da qualche tempo ha raccolto il testimone del Maresciallo Santovito (protagonista dei primi romanzi della coppia).

Nel paesino di Casedisopra sembra che qualcosa stia cambiando: da qualche tempo sono comparsi gli "elfi", una comunità di giovani che vestono abiti sgargianti, calzano sandali di cuoio fatti a mano e sopravvivono vendendo manufatti e prodotti della pastorizia.
Mentre il nostro Poiana sta vivendo un momento difficile - il corpo della forestale, di cui fa parte, sta infatti per essere riassorbito nell'arma dei Carabinieri – due spari risuonano tra i secolari boschi dell'appennino. 
Qualche tempo dopo, ai piedi di un dirupo viene rinvenuto il cadavere di quello che, a prima vista, sembrerebbe un giovane elfo. 
Inizia così un'indagine difficile e piena di incognite, che costringerà il nostro eroe a dubitare di chiunque gli stia attorno… compresa la donna di cui, nel frattempo, si è innamorato. 

Cominciamo col dire che il plot è tutt'altro che trascendentale: rappresenta più che altro uno strumento al servizio di un racconto che ha come punto di riferimento la natura, autentica protagonista della vicenda. Questo riflettore indirizzato sui "castagni dell’appennino" – per utilizzare un’espressione del vecchio Guccio - è ancora più evidente rispetto ai due precedenti romanzi, Malastagione e La pioggia fa sul serio, poiché la storia è imperniata su una comunità di individui che ha scelto di vivere in mezzo ai boschi, in stato di perpetuo isolamento dal resto della popolazione.

Su questo sfondo appenninico, molto ben delineato e che appare quasi opporsi all'ambientazione urbana e frenetica di gran parte del giallo/noir di casa nostra, si innestano i classici ingredienti del mistery: il delitto, una gamma ampia e variegata di sospetti e – ovviamente – un protagonista/investigatore che, libro dopo libro, sta diventando un beniamino dei lettori. 
Guccini e Macchiavelli non cercano il colpo ad effetto. 
I loro gialli sono pacati e rilassanti; la descrizione di luoghi e situazioni prevale così sulla spasmodica ricerca del colpevole. I personaggi sono realistici e ben costruiti, con dialoghi brillanti che ci fanno vivere in presa diretta le vicende di uno perduto paesino circondato dai boschi.
Il libro si legge con estremo piacere: le 300 pagine scorrono tra le dita, lievi e avvincenti, tanto che non ci si accorge neanche di essere arrivati alla fine.


Consigliato a: coloro che amano i gialli all'italiana, capaci di fondere una trama gialla e un'ambientazione caratteristica da far invidia a Cognetti, poiché questo romanzo appassionerà sicuramente gli amanti della natura.


Voto: 7/10


venerdì 6 ottobre 2017

L'angolo di Gio: Intrigo italiano, Carlo Lucarelli




Intrigo Italiano, Carlo Lucarelli

"Io non sono un cane bastardo. Sono un cane da caccia. Sono un poliziotto."

Dopo un po' di annetti Carlo Lucarelli rispolvera il Commissario De Luca, già protagonista dei fortunatissimi L'estate torrida e Via delle oche: un personaggio carismatico ed intuitivo che durante il regime fascista era considerato il miglior poliziotto d'Italia.

Siamo nella Bologna del dopoguerra, una città che si sta rimettendo in piedi dopo il sanguinoso conflitto: la paura del comunismo e l'imperversare della guerra fredda sono elementi costanti, che si respirano nell'aria ad ogni passo, in ogni vicolo. I rotocalchi di gossip e le pubblicità d'epoca (ricordate la famosa Brillantina Linetti?), sullo sfondo, restituiscono l'immagine del Belpaese alla ricerca di un benessere che non è più utopia.
De Luca fa il suo ritorno sotto mentite spoglie: quelle dell'ing. Morandi. 
In realtà, è al servizio di una branca dei servizi segreti che ha l'arduo compito di scoprire chi abbia crudelmente assassinato una donna, vedova di un celebre scienziato morto un paio di mesi prima in circostanze misteriose.
Il commissario, si troverà a tu per tu con prove manipolate, trappole e depistaggi – indossando allo stesso tempo i panni di controllore e controllato -  e si ritroverà impantanato in un contesto problematico, in cui i "conti che non tornano" sono davvero troppi.

Premesso che non si tratta del miglior romanzo di Lucarelli, abbiamo a che fare con un giallo vintage, abbastanza scorrevole, in cui il clima da spy-story si mescola con la struttura dell'hard-boiled inteso nella sua accezione più classica. 
I personaggi sono ben costruiti, i dialoghi accurati e l'ambientazione – i "portici cosce" di mamma Bologna anni '50 - costituiscono il degno palcoscenico per una trama non trascendentale ma che risulta comunque finalizzata alla descrizione dell'Italia del dopoguerra, alla ricerca della propria identità perduta per strada.

Consigliato: a tutti coloro che apprezzano il giallo storico, in cui la trama poliziesca si innesta con precisione su un'accurata ricostruzione d'epoca.

Voto: 6,5/10