lunedì 12 marzo 2018

Renzusconi, Andrea Scanzi



L’allievo ripetente che (non) superò il maestro annuncia il sottotitolo di questo saggio (che è diventato pure uno spettacolo teatrale itinerante)… e mai affermazione poteva essere più azzeccata.
In Francia amano i politici pacati, quei personaggi in grado di esporre le proprie idee con tranquillità e chiarezza. Nel nostro Paese, invece, abbiamo una lunga tradizione di urlatori seriali capaci di nascondere la loro pochezza dietro un atteggiamento populista che ricorda da vicino quello degli imbonitori da fiera.

È innegabile che i punti di contatto tra il “Berlusca” e Renzi – due “venditori di pentole”, come li definisce lo stesso Scanzi - siano numerosi: entrambi bugiardi, autocompiaciuti, goffi e caricaturali, i due uomini politici si somigliano talmente da trasformarsi, agli occhi degli osservatori, in una cosa sola… Renzusconi.
Tra i due, però, esiste un’importante differenza che non può essere messa in secondo piano: Renzi ha dimostrato una capacità incredibile di dilapidare consenso, scendendo in soli tre anni dal 61 al 27% del gradimento. Mentre Berlusconi si è mostrato politicamente più astuto, cercando di aggregare tutte le forze di centro-destra, il povero Matteo è riuscito a compiere quell’impresa che persino al Caimano di Arcore era sfuggita: disintegrare il centro-sinistra.
Da questi dati di fatto – peraltro innegabili - prende il via questo saggio che sa essere divertente e sarcastico ma, allo stesso tempo, davvero spietato.

Scanzi è sicuramente uno degli autori più graffianti delle ultime generazioni: con la sua prosa tagliente ha l’invidiabile capacità di coniugare alla perfezione bonaria presa in giro e spietata lucidità. In questo libro, in meno di duecento pagine, riesce a fare a pezzi il “fenomeno Renzi”.
Nonostante il Cavaliere abbia rappresentato, per oltre un ventennio, il male assoluto, vantava comunque invidiabili doti di savoir-faire. Renzi è riuscito a fare di peggio: in soli quattro anni si è gradualmente trasformato nella caricatura di un personaggio che, di per sé, era egli stesso una caricatura.
L’utilizzo smodato (e spesso fuori luogo) dei nuovi “media”, l’irrefrenabile narcisismo, l’arroganza smisurata e la scelta di una classe politica mediocre e imbarazzante sono alcuni degli elementi chiave di questa analisi, condotta con lucidità esemplare e spirito d’osservazione.
Procedendo in questa direzione, momenti esilaranti ed altri assolutamente inquietanti si alternano con equilibrio nel corso della narrazione. Alla fine della lettura, però, ci si ritrova indignati per quell'acido e fastidioso senso dell’ingiustizia che, nonostante tutto, riesce a prevalere sulle risate sincere.  


Consigliato a: coloro che vogliono affrontare il personaggio Matteo Renzi da un’angolatura del tutto particolare, per mano di uno dei migliori opinionisti italiani, attraverso un’analisi incisiva che sa unire senso dell’umorismo e critica spietata.


Voto: 7,5/10



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